Associazione Bed & Breakfast "Balcone delle Marche" Cingoli (Marche) - Email: info@cingolibeb.it

Cingoli e dintorni

Scopri Cingoli, Balcone unico sulla Regione Marche!

Arte del paesaggio
Cingoli vive a mt.631 s.l.m, su un colle isolato, in un clima asciutto accompagnato, d'estate da una leggera e piacevole brezza che non fa rimpiangere la calura estiva. L'altezza non rende merito all'immenso paesaggio godibile dalle sue terrazze medioevali. Da una vista a dir poco "aerea", si stende sotto gli occhi del visitatore tutto il territorio delle quattro province marchigiane; delimitate all'orizzonte verso nord/est da un'ampia fascia del mare Adriatico, sul quale emerge inconfondibile la sagoma del Monte Conero. Da qui l'epiteto di Cingoli Balcone delle Marche.

balcone delle marche Cingoli provincia MacerataNelle belle giornate, con l'aria tersa, lo sguardo si allunga (incredibile ma vero!!) ai contrafforti della Maiella in Abruzzo,mentre al di là del mare Adriatico, che per l'occasione sembra un lungo e stretto lago, appaiono gli scuri profili dei monti della Dalmazia che sovrastano la costa slava.

Girando le spalle al lontano mare il paesaggio muta offrendo un a lunga teoria di monti selvaggi.
Dal monte Catria al monte Vettore. Di fronte il monte San Vicino e sulla sinistra il gruppo dei Sibillini.

Storia

Insediamenti umani fin dall’età della pietra levigata(neolitico), poi nel periodo di mezzo (eneolitico), fino all’età del bronzo, testimoniano le antichissime origini – circa cinquemila anni fa – della storia cingolana.
Il Museo Statale in Piazza Vittorio Emanuele conserva molte testimonianze di quella età arcaica, quali, ad esempio una ampia serie di punte di freccia del paleolitico, un’ascia-martello in selce ecc….Tutti reperti in pietra sui quali è evidente la meticolosa e caparbia opera di scheggiatura dell’uomo primitivo.

Nel Museo è possibile osservare interessanti ritrovamenti dell’Età del Bronzo, quali manufatti in corno di cervo, pugnali con la lama in bronzo, provenienti dall’insediamento urbano di Fonte Marcosa, lungo le rive del fiume Musone, portato alla luce dagli scavi eseguiti dalla Sovrintendenza Archeologica delle Marche.

Già nel IX° sec. A.c. il territorio cingolano era abitato da tribù picene, provenienti verosimilmente dalla Sabina. Nel III° sec. a.C. inizia poi l’espansione romana che causa,progressivamente, la totale occupazione del Piceno.Cingoli non fa eccezione. Il suo territorio viene “romanizzato” dalla occupazione di famiglie romane, tant’è che lo scrittore Frontino ricorda che l’area cingolana era divisa in base alle regole della centuriazione romana.

Cardine della storia di Cingoli è la figura di Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare, abile comandante militare, tribuno della plebe, legato di Cesare nelle Gallie nel 52 a.C.
Suo merito avere ristrutturato e fortificato Cingulum, sua città natale, nel 62 a.C. Lo stesso Cesare ricorda l’opera di Tito Labieno ed il contributo di uomini dato da Cingulum alla sua causa militare.
Della città romana, sita sul ripiano dell’attuale borgo S.Lorenzo, sono ancora visibili due tratti delle antiche mura di difesa.

Durante le invasioni barbariche, Cingoli subì l’occupazione dei Goti e dei Longobardi. Dopo la parentesi feudale e la fine della nobiltà rurale, che portò, purtroppo in molti casi, alla distruzione dei castelli sparsi sul territorio,Cingoli si costituì in libero Comune nella seconda metà del XII° sec., passando nei secoli successivi sotto l’influenza dello Stato Pontificio.
Nel 1725 ottenne il ripristino della Cattedra Vescovile con il conseguente titolo di città.
Tra le diverse testimonianze del periodo medioevale, merita una visita il palazzo comunale, dove è possibile vedere gli stemmi delle più importanti famiglie cingolane dell’epoca e dei periodi successivi.

La città fu sede di cattedra vescovile e ebbe un tratto di massima visibilità con l’ascesa al soglio pontificio nel 1829 di un suo cittadino, il nobile Francesco Saverio dei marchesi Castiglioni, che prenderà il nome di Papa Pio VIII°.
Con il 1861 Cingoli entrò a far parte del Regno d’Italia.

Cultura dell'ambiente

A mo' di esempio vanno ricordati, tra le tante opere:
il palazzo Castigioni (XVII° sec.) dimora di Papa Pio VIII;
il palazzo Mucciolanti (XVIII sec.);
la collegiata di S.Esuperanzio (gotico/romana del XII sec);
la "Rosa d'oro", raffinato esempio di arte orafa dono di Papa Pio VIII;
la pinacoteca comunale, ricca di molteplici tele d'autore tra le quali la "Madonna del rosario" e "Santi" di Lorenzo Lotto.

Circa 5000 ettari di boschi, un lago verde smeraldo, un clima temperato dall'aria incontaminata, una fauna variegata (daini, cinghiali, scoiattoli, tassi, ricci, poiane, germano reale, airone cinerino ecc...) sono l'ambiente ideale per una vacanza in mezzo alla natura, lontano dallo stress del turismo di massa.

L’artigianato

Oltre ad un ottimo olio extravergine d’oliva, a Cingoli fioriscono alcune produzioni artigianali che privilegiano la qualità sulla quantità.
Piccole, ma avanzate fabbriche di maglieria immettono sul mercato manufatti di pregio, prodotti con le migliori lane. E’ ancora possibile incontrare maestri scalpellini (cosa ormai rara), che lavorano la pietra ornamentale da costruzione. E’ ormai consolidata da anni la decorazione artistica del vetro che offre ottime possibilità di acquisto, anche su commissione.La lavorazione del ferro battuto è senz’altro una tradizione che, in alcuni casi, si tramanda di padre in figlio, attirando l’attenzione e le commesse anche al di fuori del territorio. Lo stesso dicasi per alcuni bravi ebanisti, già conosciuti per aver realizzato mirabili opere di restauro di mobili antichi o nuovi manufatti ad intarsio con legni pregiati, come tavoli, suppellettili da arredo ecc…Vere opere d’arte.

Mangiar bene

Prati e boschi offrono la possibilità di trovare funghi pregiati (Porcini, russule, prataioli ecc..), mentre i ristoranti attirano la clientela con i loro piatti tipici. Carciù al tartufo nero o con funghi porcini di bosco, tagliatelle al sugo di cinghiale o di papera ruspante, gnocchi all’anatra; oca in salmì, cinghiale marinato, agnello alla griglia o grigliate miste. Per un ottima merenda, dopo una passeggiata a cavallo in mountain bike o a piedi, non puo mancare la salumeria locale (Ciauscolo, salame di fegato, salame lardellato) ed il formaggio "pecorino locale". "Cavallucci di Cingoli" e "Serpe", sono due tipici dolci natalizi locali di antica ricetta, ormai prodotti tutto l'anno, stante la forte richiesta.

In alcune rinomate aziende agrarie si producono vini di alta qualità, quali Il Verdicchio nelle colline di altura, Il Rosso Conero ed Il Rosso Piceno che si abbinano perfettamente con la salumeria locale. La posizione altimetrica collinare, favorisce l’allevamento ovino dal quale trae origine non solo il buon pecorino, ma anche una squisita ricotta morbida e profumata.

Esiste ancora un mulino a palmenti, azionato ad acqua, presso il quale è possibile acquistare dell’ottima farina integrale di grano o di granturco. Non mancano diversi apicoltore, il prodotto dei quali trova la sua migliore garanzia di qualità, nell’ambiente salubre e non inquinato,in cui le api possono tranquillamente volare per le loro esigenze.

Il territorio in genere è altresì considerato area di eccellenza per la produzione di un ottimo olio che nasce dalla spremitura a freddo di un’oliva tipica locale, La Mignola di Cingoli, oggetto spesso di convegni di studio a livello nazionale.

 

In questo contesto opera la ns. Associazione B&B Balcone delle Marche, con le sue sedici strutture, dislocate nel capoluogo e dintorni.

Vieni a trovarci per una vacanza familiare SOGGIORNO IN BED AND BREAKFAST

Il nostro biglietto da visita è la soddisfazione dei nostri ospiti.
Nelle nostre strutture B&B è possibile avere svariati servizi (Baby sitter, barbecue, accettazione animali domestici ecc.) e piacevoli animazioni, quali maneggi, passeggiate a cavallo, escursioni a piedi o in mountain bike, visite guidate ai monumenti ed alle opere d'arte.

La via breve per Cingoli

- In auto: uscita dall'Autostrada A14 - Ancona Nord. Seguire le indicazioni per Roma-Jesi-Cingoli.
- In treno: stazione di Jesi (AN) o di Macerata.
- In aereo: aeroporto di Falconara (AN).

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